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 7/3/2010
Fonti rinnovabili per uscire dalla crisi

CNA: “Attivare una nuova politica energetica per rimettere in moto le imprese”

di Daniela Giacchetti


Le energie alternative fanno bene non solo all’ambiente, ma anche alla nostra economia. Ne è fermamente convinta la Cna, che da tempo è impegnata su questo fronte, tanto da dare anche il buon esempio. Sono infatti due le sedi direzionali dell’associazione che hanno installato pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica: quella provinciale di Ancona e quella di Jesi.
Non solo: la Cna, come noto, partecipa insieme ad altre associazioni ed istituzioni alla Esco Marche srl , attiva sul fronte del risparmio energetico.
Alla luce della crisi che attanaglia anche il territorio provinciale e della necessità di uscire al più presto da questo tunnel, la Cna è sempre più convinta nel sostenere ed incentivare le imprese ad orientarsi verso le attività legate alle fonti rinnovabili.
“Le ragioni sono molteplici – dichiara il direttore provinciale Otello Gregorini - innanzitutto la forte domanda di energia verde che proviene sia dal settore privato sia dalle imprese che, seppur in difficoltà, si dimostrano sensibili ed attente verso questo filone. Inoltre l’investimento è reso appetibile dalla possibilità di avvalersi di incentivi messi a disposizione sia dalle regioni sia dallo stato tramite il GSE (conto energia).Senza dimenticare poi che questo settore offre l’opportunità, in particolare alle categorie degli impiantisti e degli edili, quest’ultimi tra i più colpiti dalla crisi, di ripartire facendo sinergia, magari costituendosi in reti d’impresa tra piccole aziende per offrire al mercato maggiore professionalità ed affidabilità”.
Tra gli altri significativi vantaggi esposti dalla Cna, c’è poi quello legato alla possibilità di abbattere i costi della bolletta energetica, che nel nostro Paese è tra le più alte rispetto ad altre nazioni europee, aspetto che causa serie ripercussioni circa la competitività delle nostre imprese sui mercati internazionali.
“Non è poi secondario – aggiunge Gregorini - il fatto che producendo sempre più energia pulita si può rispettare il protocollo di Kyoto che impegna l’Italia a tagliare le emissioni di Co2 in maniera significativa entro i prossimi anni, pena il pagamento di sanzioni pesantissime che il nostro Paese dovrebbe accollarsi a scapito di tutta la collettività”.
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